giovedì 9 marzo 2017

E SE FOSSERO FIGLI NOSTRI ?



Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Capogruppo PD Nicola Marchese.


“Migranti minori non accompagnati”.

 Diciamolo in italiano comprensibile a tutti: bambini, ragazzini, al massimo adolescenti.

Questo sono. Per lo più rimasti orfani. Fuggiti da terre in guerra come la Siria o da società violente e repressive come l’Eritrea.

Affamati, disperati, sconvolti da esperienze che ucciderebbero noi adulti anche solo ad immaginarle…

Save The Children ha registrato, solo nel 2016, oltre 400.000 arrivi, via mare, di bambini e minori non accompagnati in Europa; di questi, 15.000 in territorio Italiano. Bambini e ragazzini senza genitori, che si sono andati fatalmente a concentrare nelle aree più degradate delle grandi città, spesso vittime di tratta e costretti a subire ogni sorta di abusi e violenze per sopravvivere.

Se la Sicilia è ancora la culla delle culture mediterranee, allora è una culla rimasta vuota.

I Siciliani sono diventati più razzisti degli ufficiali delle S.S. del Terzo Reich e di questo, anziché vergognarsi, vanno fieri e tronfi.

Giammai che qualcuno rovini il nostro bel prato appena tosato; o che qualcuno si sogni di calpestare lo stesso suolo che calpestiamo noi. Che qualcuno possa usare i propri occhi per guardare lo stesso mare, le stesse colline e le stesse case.

Il pregiudizio, anzi no, chiamiamolo come si chiama “il pregiudizio razziale”, per cui chi viene da altri paesi e da altre culture non sia nella stragrande maggioranza dei casi una persona in difficoltà (in questo caso un bambino !), ma un criminale pronto a svaligiarci casa e violentare le nostre donne si è impossessato di intere comunità.

Nel silenzio imbarazzato e generale delle comunità civili e religiose locali e dei tanti circoli della beneficienza d’élite, si consuma il delitto più schifoso contro l’essere umano: l’indifferenza verso la sofferenza.

Però tutti a commuoversi, scrivere e condividere post sui social network sulla foto di Aylan, tre anni, morto mentre tentava di scappare insieme alla sua famiglia dalla Siria in guerra, dai massacri di civili di città come Aleppo.
Troppo facile essere “umani” di fronte a un bambino morto; provare sentimenti coerenti con il nostro voler essere “civili”.

Più difficile confrontarsi con i nostri demoni quando quel bambino ha sette, dieci o quindici anni e per sua fortuna è scampato alla morte.

Il fatto stesso che sia vivo ce lo rende diverso, estraneo, lontano se non addirittura nemico.

Nemico a prescindere. A prescindere dal suo dolore, dal suo passato, dalle sue ferite, dai suoi incubi, dalla sua solitudine.

Viviamo in una società in cui è considerato atto eroico salvare tre cuccioli di cane; ma nessuno si rivolta se una intera comunità sbatte la porta in faccia a 15 bambini soli e terrorizzati.

E’ vero che la crisi umanitaria in atto richiede azioni coordinate a livello europeo, sul piano culturale, sociale ed economico, per offrire risposte certe, dignitose e strutturali e che spesso le comunità locali non sono esattamente nelle condizioni migliori per affrontare le difficoltà che scaturiscono dal soccorso a persone in difficoltà; ma c’è un limite persino alla considerazione di queste difficoltà.

Come iscritto al Partito Democratico, ma più che altro come essere umano, trovo sconfortante il tenore del dibattito di questi giorni, tra chi ritiene che non ci siano le condizioni di sicurezza per ospitare dei “minori non accompagnati”, chi parla della opportunità di ospitarli per salvare la propria azienda in crisi e chi denuncia gli scandali del business dell’accoglienza.

Tanto più se si tratta delle stesse persone che professano valori morali, etici, culturali, politici e alle volte persino religiosi che fanno a pugni con questo genere di dibattito.

Non mi riconosco in una società che non riesce più a immaginare il valore dell’uomo per l’uomo. Tanto più quando appare diverso e sta soffrendo.

Una società che degrada via via i propri valori comuni, fino a farli scomparire, persino di fronte al grido di aiuto di un bambino.


f.to Nicola Marchese

lunedì 6 marzo 2017

CHI SARA’ IL PROSSIMO SINDACO ?



Mentre Sant’Agata viene costantemente distratta da questioni più o meno serie, come quella sulla decadenza di alcuni consiglieri in carica, ormai si va chiarendo il quadro delle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno tra poco più di un anno.

Con una legge tutta nuova, si andrà a votare per il rinnovo del Consiglio Comunale e per l’elezione del nuovo Sindaco.
I candidati a Sindaco porteranno in dote una sola lista di 15 candidati al Consiglio Comunale; poiché nel frattempo il numero dei seggi è stato ridotto da 20 a 16.
Un sistema elettorale che dovrebbe assicurare maggiore governabilità degli enti locali e maggioranze più stabili e coese.
In un sistema come questo, la figura del candidato a Sindaco assume ancora più importanza che in passato.

Ecco allora che le forze politiche in campo cercano di individuare i soggetti più credibili che possano ottenere il consenso dei Santagatesi.
E se Sottile non ha ancora sciolto le riserve sulla sua ricandidatura, legata fortemente ai risultati di fine mandato che la città tanto attende ed alla possibilità di allargare la base della partecipazione all’esterno, sulla sponda opposta l’opposizione ha già le idee molto chiare sul candidato a Sindaco.

Nonostante la fitta concorrenza, interna ed esterna, pare infatti che lo schieramento che fa capo al sen. Mancuso e al Presidente del Consiglio Scurria abbia individuato in Gianluca Amata il candidato a Sindaco con le migliori possibilità di successo.
In effetti Amata, imprenditore santagatese nel ramo assicurativo e finanziario, con una importante esperienza politico-amministrativa alle spalle, sempre vicino all’attuale Presidente del Consiglio Antonio Scurria, potrebbe spazzare via qualunque ipotesi alternativa e mettere tutti d’accordo; anche se ovviamente l’ultima parola spetterà ai cittadini.

Amata pur vicinissimo all’attuale opposizione, da qualche anno si è tenuto lontano da ogni polemica politica, se non per evidenziare una eccessiva litigiosità che però lo schieramento di cui ha fatto parte (e che oggi lo vuole Sindaco) ha contribuito a creare.
L’impegno diretto ed importante di Amata, potrebbe addirittura consentire al Presidente Scurria di fare un passo indietro e rinunciare ad una eventuale sua candidatura a Sindaco (cosa che sarebbe invece naturale per il ruolo politico svolto in questi anni); una specie di “staffetta” tra i due che negli anni si sono sempre sostenuti a vicenda in un sodalizio solidissimo.

Dall’altra parte oltre ad attendere segnali da Sottile, il PD si prepara a celebrare il Congresso di Circolo, sulle cui basi si intende rafforzare e dare nuova energia ad un progetto di rinnovamento iniziato nel 2013, che merita di essere rinvigorito e rilanciato a prescindere dalle singole persone.

E non bisogna dimenticare poi che il M5S, forte della presenza quotidiana in città dell’on.le Cancelleri, potrebbe mettere in campo una propria proposta.

Insomma se non ci sono molti dubbi sui nominativi dei possibili candidati a Sindaco, il quadro politico complessivo è invece molto incerto e soggetto a variabili che potranno apprezzarsi solo nel tardo autunno, dopo il voto per le elezioni Regionali e forse anche per le politiche.

Circolo PD Sant'Agata

sabato 25 febbraio 2017

LO SCOPRIREMO SOLO VIVENDO ...


Cosa sta succedendo a Sant'Agata ?
Se lo chiedono in tanti; dentro e fuori la città.
Perché lascia perlomeno perplessi che a un anno dalle prossime elezioni si contestino le assenze dei consiglieri maturate due o tre anni fa, o anche solo sei mesi fa.
Lascia poi veramente sconcertati l'approssimazione con cui si è proceduto a quella che è stata chiamata una "verifica di routine".
Intanto perché è difficile chiamare “routine” una cosa accaduta due volte in 55 anni...
Poi perché dentro le maglie di una stranissima rete, sono andati a finire soggetti che neppure avevano maturato tre assenze consecutive non giustificate.
Tra gli altri il Capogruppo del PD Nicola Marchese qualche giorno fa attraverso gli organi di stampa, ha denunciato gravissimi errori nel procedimento; le sue assenze erano state a suo tempo puntualmente giustificate addirittura con l'uso di posta elettronica certificata. Ma nessuno ne aveva tenuto conto.
Qualche giorno dopo è arrivata la chiusura del procedimento anche per i Consiglieri Sberna e Armeli.
Motivazione ?
Altro errore grossolano e quasi incredibile: una delle tre assenze contestate non poteva essere considerata, perché la seduta era andata deserta. Le assenze erano quindi due e non tre.
Tra l’altro si trattava di seduta che era stata contestata pure al Capogruppo PD Marchese, che quindi le tre assenze consecutive del 2016 non le aveva neppure fatte !

Di fronte a questi fatti ci si dovrebbe chiedere “perché” ?
Perché richiedere (da parte del Presidente del Consiglio) questa verifica a un anno dalle elezioni del 2018 ?
Perché richiederla anche per periodi ormai lontanissimi (2014 e 2015 per esempio), con ciò mettendo certamente tutti nella difficoltà di ricostruire le ragioni delle assenze ad anni di distanza, in assenza dell’obbligo di giustificarle prima ?
Perché un procedimento così importante e delicato, che potrebbe comportare la decadenza di uno o più consiglieri comunali, viene affrontato con tanta superficialità, con tanta approssimazione, con un numero incredibile di errori così gravi e grossolani ?

Si può seriamente pensare che sia tutto così come appare ?
Si può pensare davvero che chi doveva effettuare materialmente quelle verifiche abbia commesso un numero così importante di errori ?
E se così non è; perché sta succedendo tutto questo ?
Dove si voleva arrivare, a chi e perché ?
Quali manovre politiche stanno scaturendo da quanto accade in queste ore ?
Possibile che si pensi anziché al bene della Città a questo genere di bizantinismi ?

Ma soprattutto perché si comincia a fare circolare ad arte la storia del “voto segreto” sulla decadenza, se il voto segreto non è previsto da leggi e regolamenti in un caso simile ?
Ci troveremo nuovamente di fronte a tesi strampalate come quelle del lungomare “strada comunale” anziché “strada provinciale” ?

E quanto costerà alla Città questa ennesima trovata ?

Lo scopriremo solo vivendo…


PD Sant'Agata

martedì 21 febbraio 2017

LA PUBBLICA DENUNCIA DEL CAPOGRUPPO PD MARCHESE. INTANTO IL PRESIDENTE SCURRIA ARCHIVIA IL CASO.



Pubblichiamo integralmente la nota alla stampa fatta pervenire oggi dal nostro Capogruppo Consiliare sulla questione delle false assenze non giustificate e sulla minacciata decadenza dal Consiglio.

AGLI ORGANI DI STAMPA

In relazione alle notizie pubblicate ultimamente sulla questione della mia possibile decadenza dal Consiglio Comunale, rappresento che è falso che io sia stato assente per tre sedute consiliari consecutive, e per due volte, senza giustificato motivo. Pertanto era (e resta) oggettivamente falsa l’attestazione del responsabile dell’Area Affari Generali del 14 Febbraio, richiesta e fatta pervenire al Presidente del Consiglio, che ha poi avviato il procedimento nei miei confronti. Nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori e del ruolo che ricopro, nelle occasioni in cui non potevo prendere parte alle sedute per ragioni professionali o di salute, usavo inviare dettagliata (e alle volte documentata) comunicazione a mezzo PEC al Presidente del Consiglio Scurria, nonché in qualche caso anche al Segretario Generale e al Responsabile dell'Area competente. E’ falsa anche la notizia più recente, diffusa ad arte anche questa volta ai miei danni, secondo la quale dopo l'avvio del procedimento io avrei fornito spiegazioni e giustificazioni che il Presidente del Consiglio ha accolto. In verità, è stato il Responsabile del Procedimento che aveva attestato le mie assenze, e senza che io abbia svolto alcuna attività, ne' prodotto alcuna controdeduzione o difesa in merito che, guarda caso dopo una mia intervista televisiva, ha comunicato al Presidente del Consiglio di avere stranamente rinvenuto, soltanto ora, le comunicazioni inviate al tempo delle assenze. Il Presidente si è limitato a prendere atto di tale nota, facendomi comunicare nella tarda mattinata di ieri un suo provvedimento di archiviazione del procedimento. Resto allibito e incredulo che possa essersi messa in discussione la mia permanenza in Consiglio sulla base di dati oggettivamente falsi, laddove peraltro il Presidente del Consiglio doveva essere a conoscenza di tali comunicazioni, in quanto sempre diretto destinatario delle stesse, attraverso il protocollo generale dell'Ente. E del resto, ove così non fosse stato, le comunicazioni non sarebbero state certamente rinvenute; se pure non si sa bene dove e da chi. Più in generale è veramente sconcertante sentire il Presidente del Consiglio parlare di una normale verifica di routine delle assenze ai fini della decadenza, se è vero come è vero che in oltre cinquant'anni di applicazione della norma, ciò è accaduto a Sant'Agata una sola volta prima di questa e per un solo consigliere comunale resosi lungamente assente, cui il fatto era stato contestato nell'immediatezza, poi dimessosi volontariamente. Su quanto accaduto in questi giorni, che ha veramente dell'incredibile, pesa da un lato l'assurdità di una approssimazione vergognosa di cui nessuno si è scusato con me e con i Santagatesi; e dall'altro che il sottoscritto sia stato ingiustamente dipinto dagli organi di stampa come un consigliere comunale disinteressato al proprio mandato e dal Presidente del Consiglio (nel corso di una intervista televisiva) come chi pretendesse quasi un "trattamento di favore", con una lesione della mia immagine personale e pubblica difficilmente riparabile e che sto valutando di tutelare nelle sedi opportune, ma di cui, ritengo, gli organi di stampa che hanno dato risalto a queste autentiche bufale senza mai interpellarmi, dovrebbero occuparsi se vogliono rendere un servizio a una comunità ormai intossicata da chi ha dimostrato per quattro anni di essere solo capace di atteggiamenti personalistici e distruttivi”.

f.to Massimo Nicola Marchese

Capogruppo Partito Democratico


lunedì 6 febbraio 2017

LE PROMESSE MANTENUTE

Il Governo Regionale del Presidente Crocetta ha mantenuto gli impegni assunti con la Città di Sant'Agata; impegni peraltro ribaditi in occasione del Consiglio Comunale aperto del 28 Gennaio scorso.
Come tutti sanno, nalla mattinata di Sabato sono stati consegnati i lavori alla ditta aggiudicataria e oggi è già partita l'attività per realizzare le opere di messa in sicurezza del tratto di lungomare maggiormente colpito dalle mareggiate degli ultimi due inverni e delle scorse settimane.
A breve invece verrà completato l'iter per la messa in gara dei lavori di ricostruzione, che dovrebbero partire entro la primavera.
Nello stesso periodo dovrebbero partire anche i tanto attesi lavori di completamento del Porto, nonchè quelli di dragaggio, che assicureranno materiale sabbioso da depositare sullo stesso tratto di arenile.
Tutto quello che finalmente i cittadini cominciano a vedere è il frutto di mesi di lavoro e di interlocuzione istituzionale e politica; mentre altri si affaticavano nelle solite polemiche, nel solito ostruzionismo, nella solita demolizione dell'immagine della Città.
Ci auguriamo per il futuro che chi ha condotto per tre anni e mezzo questo genere di attività politica, possa riflettere sul ruolo che la comunità santagatese gli aveva in buona fede affidato.

PD Sant'Agata