Sant'Agata ancora al centro degli eventi culturali.
Questa sera alle 18,30 presso la Sala dei Principi del Castello Gallego, il presidente
dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, presenterà il suo ultimo romanzo "Anche
oggi non mi ha sparato nessuno".
All'incontro interverranno l'autore, il sindaco Carmelo Sottile e l'on Nuccio Carrara.
Pubblichiamo una recensione del romanzo di Arena a firma di Angela Morgante:
“Poi cominciò a non morire più nessuno...
“Perlomeno così sognò. E fu un lungo, strano, insolito
incubo.
“I giornali, già disperati perché non vendevano quasi niente
anche quando si moriva, vedevano nell'improvviso crollo delle morti una manovra
del Potere per tagliare definitivamente loro le gambe e provavano il
malinconico senso di inutilità di chi non può raccontare nemmeno la cosa più
emozionante (...) che voglia leggere chi
vive, e cioè come muoiono gli altri...”.
Con questo incipit onirico, che mostra il cinismo di un mondo
– quello giornalistico – che l'autore conosce così bene,
essendo presidente dell'ordine dei giornalisti e redattore di cronaca
giudiziaria al Giornale di Sicilia da tanti anni, Riccardo Arena mette insieme “Anche oggi non mi ha sparato
nessuno”, la sua seconda opera narrativa...
E' un romanzo graffiante in cui la storia di un capitano dei
Carabinieri Secondo Maschio, che si è
allontanato dalla sua attività per vivere in “buen retiro” in campagna, dove dà
lavoro e dignità ad alcuni nordafricani (di quelli che sbarcano di continuo
sulle nostre coste), questa storia che pure forma un'ottima trama narrativa
serve da giustificazione alla denuncia di questa nostra realtà fatta di
imbrogli e di prepotenze, di complotti e di furbate varie in cui si perde tante
volte il senso vero del vivere civile, in cui si smarriscono i valori della
umanità.
La storia di Secondo
si intreccia con quella del figlio di un capomafia: da quando ragazzino di
dieci anni di fronte alla porta rifiuta di tirare un calcio di rigore: non
regge il peso della responsabilità, al suo posto lo farà l'amico piccolo boss.
Così quando il figlio del mafioso viene preso di mira da prepotenti più forti
di lui Secondo non ci pensa due volte e lo salva. E' una metafora su un
compromesso che si è costretti a fare con se stessi, ma anche l'esaltazione di
un valore che è più forte di tutto: quello dell'amicizia, e della riconoscenza.
Dietro la trama riconosci
le cose che appartengono a tutti noi, che accadono oggi, domani, in Italia, in
Sicilia, nel mondo.
E arriva la denuncia: si riparmia sull'informazione, si
tagliano i fondi per le redazioni,
ubriachi di notizie on-line, drogati dal
frastuono dei nuovi mezzi di comunicazione e invasi di notizie da tutte le
parti ormai in realtà non ci si ferma neanche più a riflettere su quello che ci
succede intorno, l'attenzione a ciò che ci circonda è messa a dura prova da una
martellante massa di parole. Così si riducono le redazioni sempre di più,
si fa malinformazione, con i computer e grazie ai network, ognuno, così sembra, si sceglie le notizie che vuole.
Il libro di Riccardo
Arena è un romanzo insolito che si avvale, dei nuovi mezzi di
comunicazione che ha una accattivante – e divertente – veste grafica (della
giovane casa editrice Leima) che richiama quasi un brogliaccio, e infatti è il
diario del protagonista: “Il libro è anche una colonna sonora: da Vasco Rossi a
Pino Daniele al Paolo Conte di 'Via con me' – commenta Lirio Abbate,
giornalista della Rai –. E' una storia di giornali e di giornalisti, ma è una
storia di fantasia, che si svolge attraverso i social network”. E tutti i
personaggi sono ben caratterizzati e sono figure interessanti: il capitano Secondo
Maschio è la voce narrante, cui fa da controcanto quella del dj della radio
Alba Chiara che mette in onda canzoni straordinarie.
Il magistrato Maurizio De Lucia alla presentazione del libro
sottolinea che non si parla male dei magistrati – e ringrazia – ma del potere
occulto che non è la Bundes Bank, o la Troika, o il potere economico ma è la
mafia... e il nemico da combattere è l'amarezza di fondo che dà la
consapevolezza della connivenza tra Stato e anti-Stato.
“E' un nemico sconosciuto che è capace di scompaginare la
sicurezza della nostra realtà: ma chi è Stato, in effetti?” si chiede Riccardo
Arena.
La storia del libro è surreale, ma tutto ciò che vi è narrato
è preso dall'attualità di questi ultimi anni. “La mafia è eticamente inaccettabile, non si può dire che
senza la mafia non si può vivere (anche se dove c'è il bene c'è anche il male),
la mafia non è solo quella che uccide ma è anche nell'atteggiamento di chi
ritiene tutto lecito: bisogna essere testardi e non accettare le ingiustizie,
bisogna pretendere ciò cui si ha diritto”.
Nel libro Riccardo Arena lo fa dire al capo della mafia
Cataldo Orchi: fino a quando non abbiamo visto la reazione della gente non ci
rendevamo conto di ciò che avevamo fatto... Il potere della mafia è molto
diminuito con l'aumentare della consapevolezza della gente".
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