martedì 16 maggio 2017

ALLE AMMINISTRATIVE DELL'11 GIUGNO SENZA ...PD



Tanto se ne parla, tanto se ne discute, ma come per la tela di Penelope, il giorno si tesse e la notte si disfa.


Della Segreteria Provinciale del PD Messina ancora non si vede neppure l'ombra (o la luce), così come, per ovvia conseguenza, anche delle Segreterie locali dei Circoli del Partito.

Circoli che però il neo Segretario Matteo Renzi aveva indicato come i luoghi privilegiati per riaprire dialogo, confronto e crescita della società civile e dei tesserati in particolare.

Domani 17 Maggio scade il termine per la presentazione delle liste e delle candidature per le Elezioni Amministrative che si terranno l'11 Giugno prossimo.

E non c'è un solo Comune dei 41 che si accingono al rinnovo degli organi amministrativi in Provincia di Messina, dove gli organi locali - o provinciali - del PD abbiano potuto svolgere alcun ruolo che sarebbe loro proprio.

Quando finirà questa specie di esproprio nei confronti dei territori ?

E' accettabile che chi ha dato causa al commissariamento oggi faccia serenamente politica altrove e chi è rimasto nel PD paghi ancora questa condizione penosa in cui la politica locale è stata relegata ?

Che altro si aspetta ancora dopo il Congresso e dopo le Primarie del 30 Aprile scorso ?

O non si vuole andare alle Regionali (dietro l'angolo) e magari anche alle Politiche del 2018 senza l'ombra di un Partito ?

Lo scopriremo solo vivendo...


PD Sant'Agata 



Ecco i 41 Comuni interessati al Voto del 11 Giugno:

ACQUEDOLCI, ALCARA LI FUSI, CAPRI LEONE, CASTELMOLA, CASTROREALE, CESARO', FIUMEDINISI, FRANCAVILLA DI SICILIA, FURNARI, GAGGI, GALLODORO, GIOIOSA MAREA, ITALA, LETOJANNI, LIBRIZZI, LIPARI, LONGI, MALFA, MERI', MONFORTE SAN GIORGIO, MONTALBANO ELICONA, MOTTA D'AFFERMO, NIZZA DI SICILIA, NOVARA DI SICILIA, PAGLIARA, PETTINEO, PIRAINO, ROCCAVALDINA, ROCCELLA VALDEMONE, SAN PIER NICETO, SAN PIERO PATTI, SANT'ALESSIO SICULO, SANTA MARINA SALINA, SANTA TERESA DI RIVA, SANTO STEFANO DI CAMASTRA, SAPONARA, SINAGRA, TORRENOVA, VALDINA, VENETICO, VILLAFRANCA TIRRENA.
 



mercoledì 10 maggio 2017

UN ANNO DI BLOG E DI LIBERTA’…



10/05/2016 – 10/05/2017

E’ già passato un anno da quando esiste questo Blog.

Trentatre pensieri affidati al web, trentatre riflessioni alle volte sottovoce, altre “urlando”.

Abbiamo attraversato un anno così particolare, così intenso di fatti, notizie, incontri, emozioni. Le ricordiamo tutte. Una per una.

Un anno comunque in cui non siamo riusciti a fare pienamente ciò per cui il Blog era nato. Fare “comunicazione politica”.

Ciononostante ci hanno seguiti e letti diverse decine di migliaia di persone. Dati che mai comunque ci saremmo sognati. Eppure i contatori della piattaforma a cui ci siamo affidati ci dicono questo.

Siamo stati commentati e condivisi sui social più diffusi.

E, se pure con molta difficoltà, ci siamo ritagliati un ruolo; se non nella formazione della opinione pubblica – che quella si forma e soprattutto si deforma ormai alla velocità della luce – almeno nella manifestazione della nostra opinione politica.

E vogliamo sottolineare l’aggettivo “politica”. Nell’accezione più antica e nobile.

Non abbiamo mai usato il Blog per esprimere posizioni personali.

Se pure in qualche occasione è accaduto che qualcuno ci abbia frainteso, abbiamo sempre avuto un obiettivo: occuparci di quanto interessa la collettività e non i singoli.

Polemiche e mezzucci non fanno parte del nostro modo di intendere l’impegno pubblico. Un impegno che vuole continuare a sopravvivere a difficoltà e incomprensioni.

Perché al di la di ogni ostacolo effimero, di ogni personalismo, di ogni piccola o grande miseria umana, c’è sempre un “bene comune” cui potere aspirare.

In qualunque condizione, in qualunque circostanza, anche la più compromessa e drammatica, c’è sempre una stella polare a cui affidare il proprio cammino ed è proprio il “BENE COMUNE”.

Nessuna strada è priva di ostacoli, di imprevisti e di cadute.

Ma non c’è cosa più bella che percorrerla a testa alta.

Salvaguardando il valore fondamentale in cui crediamo.

La persona umana.

Perché non c’è libertà, né solidarietà, né inclusione, né rispetto delle regole che abbia un senso, se tutto non serve alla tutela e alla promozione delle persone; prime fra tutte quelle che vivono in condizione di disagio e difficoltà.

Chi non conosce il rispetto per le persone, chi mette al centro della propria azione quotidiana solo le proprie personali aspirazioni, si pone in posizione di antitesi al Partito Democratico e dovrebbe interrogarsi sul senso del farne parte.

Chi si sfama solo del proprio ego è condannato a restare affamato. E’ una regola di natura. Alle volte guardare chi vive difficoltà e soffre aiuta a recuperare la dimensione del reale, la dimensione “umana” non solo delle esperienze personali ma ancor di più di quelle pubbliche.

Dovremmo sempre riflettere sulle cose veramente importanti della nostra vita pubblica. Del nostro percorso di comunità.

“Siamo i ribelli della montagna, viviamo di stenti e di patimenti, ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell’avvenir…”, cantavano i Partigiani. Quanta fede ci volesse in quei tempi in cui la libertà era un sogno di cui potersi innamorare, lo possiamo solo immaginare.

Quel sogno di libertà è diventato legge nell’Italia Repubblicana e antifascista; è diventato pilastro della nostra vita nella società.

La libertà si alimenta dal rispetto di regole che una società autenticamente democratica decide di darsi. “Vivre libre ou mourir”, diceva uno dei motti della Rivoluzione Francese; per la propria libertà si può anche scegliere di morire. Consapevolmente.

Figurarsi il resto…

Di fronte a millenni di storia dei popoli che ancora anelano a questa parola, “libertà”, ce ne sono altre di parole “…ormai abusate e fuorvianti, piegate a fini non sempre limpidi…” (don Ciotti), che sono soltanto di moda. E le mode passano.

PD  Sant’Agata

martedì 9 maggio 2017

DI GIROLAMO ANCORA A SANT'AGATA PER PARLARE DI MATTEO MESSINA DENARO E DI ANTIMAFIA.



Il giornalista Giacomo di Girolamo sarà presto a Sant'Agata per presentare il suo libro "Matteo Messina Denaro - L'invisibile", in un’edizione tutta nuova, aggiornata, riscritta, con diverso materiale inedito.

Il saggista marsalese così presenta il suo nuovo lavoro:

“Il libro, pubblicato dal Saggiatore, sarà disponibile in tutte le librerie italiane e on line a partire dal prossimo 23 Maggio e la data non è casuale. Sono 25 anni dalla strage di Capaci, entriamo nel cono delle celebrazioni, per ricordare prima Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, i loro agenti di scorta, e poi, a Luglio, per la strage di Via D’Amelio, stessa cosa faremo con Paolo Borsellino e via via tutti gli altri.

Per sfuggire alla retorica delle celebrazioni, delle parate, delle suggestive cornici dentro le quali infilare commemorazioni un tanto al chilo, credo, e lo vado dicendo in giro da un anno, ormai, che l’unica soluzione possibile sia fare bene il proprio mestiere. E dunque per me  significa tornare al mio punto di partenza – che poi è come chiudere un cerchio – e il punto di partenza per me è Matteo Messina Denaro, e la mafia in provincia di Trapani e in Sicilia occidentale, la mia terra.

“L’invisibile” è un reportage, un’inchiesta, una piccola enciclopedia della mafia. Ci sono tutti i nomi, tutti i fatti, tutto quello che bisogna sapere. 

La prima edizione di questo libro è uscita nel 2009, ed è diventata una specie di cult. Introvabile da tempo, ne giravano fotocopie nelle scuole. 

Un giorno un tale mi ha scritto, entusiasta, ne aveva trovato una copia su Ebay, al costo di appena cinquanta euro…

Adesso finalmente quel libro torna. Ed è un libro tutto nuovo. Nelle cose scritte e raccontate, nella cura editoriale del Saggiatore, nei fatti e nei dettagli. 
Io sono molto orgoglioso. Perché è il mio lavoro. Ed è un lavoro fatto bene. A testa alta”  (http://ilvolatore.it/2017/05/08/matteo-messina-denaro-linvisibile-nuova-edizione/).


Di Girolamo era stato ospite dell'Amministrazione Comunale di Sant’Agata nello scorso Novembre, in occasione della presentazione del suo libro "Contro l'Antimafia"; un testo discusso e controverso. Riflessioni tanto amare quanto attuali che si ripropongono periodicamente e con puntualità, non più soltanto nel Mezzogiorno. Nell'attesa di conoscere la data esatta dell'incontro, riproponiamo un significativo passaggio del prologo di "Contro l'Antimafia".

Io non ho mai avuto paura.
Adesso sì.
Senti, mi dicono, perché non fai una nuova edizione di quel tuo libro su Matteo Messina Denaro? Va ancora alla grande, lo leggono i ragazzini, lo adottano nelle scuole. Che coraggio che hai avuto, a scrivere quel libro, tu che ti rivolgi al boss, questa conversazione senza peli sulla lingua. Tanta ferocia messa nero su bianco. E allora perché non lo riprendi, questo bel libro, lo aggiorni, ci aggiungi altre quattro-cinque cose? Già, perché non lo faccio, Matteo? Quante cose so di te che ancora non ho scritto? Io sono quello che ti chiama ogni giorno, per nome, alla radio. C’è il jingle che fa «Dove sei, Matteo?», e poi la mia voce che dà un indizio, a volte un fatto di cronaca, a volte uno scoop, a volte un modo un po’ paraculo di arrivare comunque a te («Oggi comincia la scuola, e allora perché non ricordiamo gli studi di Matteo Messina Denaro…»). La nostra conversazione non si è mai interrotta, Matteo, continua ogni giorno. Solo che non ha più senso parlare di te, della tua stramaledettissima vita criminale.
Qui voglio parlare d’altro.
Della mia paura. E ho bisogno di capire. Ho bisogno di parlarti di quello che succede su un fronte che non è il tuo, in quella che chiamano antimafia. Di cosa è diventata la lotta alla mafia oggi, quali mostri ha generato, quali storture si nascondono sotto l’ombrello della legalità.
Ti scrivo per raccontarti questa mia paura: che la parte che ho sempre creduto giusta alla fine si sia trasformata in qualcos’altro, un luogo di compromessi al ribasso, di piccole e grandi miserie, di accordi nell’ombra per spartirsi soldi e potere. E a volte mi sembra come una piccola mafia.
Ho sempre lottato da una parte.
Sono nato un sabato di maggio del 1992.
Da allora ho sempre lottato da una parte.
E adesso è proprio quella parte che mi fa paura.
Ti scrivo per sapere magari da te, che sei il male, chi sono i buoni, dove sono i buoni. E per capire come mai, in questa fogna del potere che è la mia terra, quelli che dovrebbero essere i buoni, perché tali si proclamano, perché mi hanno insegnato così, perché da qualche parte sta scritto che è così, alla fine, sembrano assomigliarti davvero tanto, Matteo. Che differenza c’è tra la legalità e questa pantomima della legalità che abbiamo messo in scena?
Devo rifare i conti con tutto. Prima di tutto con me stesso.
I dannati siamo noi.
Mi sento come un vampiro. Scappo dalla luce, evito gli specchi.
Ho paura di vedermi, di non riconoscermi più.
E allora questa è una lettera di resa.
Tu hai vinto, Matteo. E non solo per la sfrontatezza della tua latitanza o per il nuovo patto criminale che hai orchestrato, e che oggi coinvolge interi settori della classe dirigente e della borghesia «impegnata» del nostro paese. Hai vinto perché, più o meno inconsapevolmente, hai fatto in modo che nasca un senso di nausea ogni volta che si parla di antimafia, il tarlo del sospetto: dov’è la fottuta? Dove i tradimenti, i rospi da ingoiare, in nome di «supreme ragioni»? Hai vinto per questo, Matteo, perché abbiamo fatto dell’Italia-Sicilia, e della Sicilia, un pantano. Perché in tanti ti hanno venduto l’anima, pur di ottenere un brandello di potere; ma ne conosco molti – più bestie di qualunque bestia – che te l’hanno addirittura regalata. E sempre più spesso non me li trovo di fronte, me li trovo accanto.
Sia maledetta la mafia. Sia maledetta l’antimafia.
Sia maledetto anche io.”

PD Sant’Agata