mercoledì 10 maggio 2017

UN ANNO DI BLOG E DI LIBERTA’…



10/05/2016 – 10/05/2017

E’ già passato un anno da quando esiste questo Blog.

Trentatre pensieri affidati al web, trentatre riflessioni alle volte sottovoce, altre “urlando”.

Abbiamo attraversato un anno così particolare, così intenso di fatti, notizie, incontri, emozioni. Le ricordiamo tutte. Una per una.

Un anno comunque in cui non siamo riusciti a fare pienamente ciò per cui il Blog era nato. Fare “comunicazione politica”.

Ciononostante ci hanno seguiti e letti diverse decine di migliaia di persone. Dati che mai comunque ci saremmo sognati. Eppure i contatori della piattaforma a cui ci siamo affidati ci dicono questo.

Siamo stati commentati e condivisi sui social più diffusi.

E, se pure con molta difficoltà, ci siamo ritagliati un ruolo; se non nella formazione della opinione pubblica – che quella si forma e soprattutto si deforma ormai alla velocità della luce – almeno nella manifestazione della nostra opinione politica.

E vogliamo sottolineare l’aggettivo “politica”. Nell’accezione più antica e nobile.

Non abbiamo mai usato il Blog per esprimere posizioni personali.

Se pure in qualche occasione è accaduto che qualcuno ci abbia frainteso, abbiamo sempre avuto un obiettivo: occuparci di quanto interessa la collettività e non i singoli.

Polemiche e mezzucci non fanno parte del nostro modo di intendere l’impegno pubblico. Un impegno che vuole continuare a sopravvivere a difficoltà e incomprensioni.

Perché al di la di ogni ostacolo effimero, di ogni personalismo, di ogni piccola o grande miseria umana, c’è sempre un “bene comune” cui potere aspirare.

In qualunque condizione, in qualunque circostanza, anche la più compromessa e drammatica, c’è sempre una stella polare a cui affidare il proprio cammino ed è proprio il “BENE COMUNE”.

Nessuna strada è priva di ostacoli, di imprevisti e di cadute.

Ma non c’è cosa più bella che percorrerla a testa alta.

Salvaguardando il valore fondamentale in cui crediamo.

La persona umana.

Perché non c’è libertà, né solidarietà, né inclusione, né rispetto delle regole che abbia un senso, se tutto non serve alla tutela e alla promozione delle persone; prime fra tutte quelle che vivono in condizione di disagio e difficoltà.

Chi non conosce il rispetto per le persone, chi mette al centro della propria azione quotidiana solo le proprie personali aspirazioni, si pone in posizione di antitesi al Partito Democratico e dovrebbe interrogarsi sul senso del farne parte.

Chi si sfama solo del proprio ego è condannato a restare affamato. E’ una regola di natura. Alle volte guardare chi vive difficoltà e soffre aiuta a recuperare la dimensione del reale, la dimensione “umana” non solo delle esperienze personali ma ancor di più di quelle pubbliche.

Dovremmo sempre riflettere sulle cose veramente importanti della nostra vita pubblica. Del nostro percorso di comunità.

“Siamo i ribelli della montagna, viviamo di stenti e di patimenti, ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell’avvenir…”, cantavano i Partigiani. Quanta fede ci volesse in quei tempi in cui la libertà era un sogno di cui potersi innamorare, lo possiamo solo immaginare.

Quel sogno di libertà è diventato legge nell’Italia Repubblicana e antifascista; è diventato pilastro della nostra vita nella società.

La libertà si alimenta dal rispetto di regole che una società autenticamente democratica decide di darsi. “Vivre libre ou mourir”, diceva uno dei motti della Rivoluzione Francese; per la propria libertà si può anche scegliere di morire. Consapevolmente.

Figurarsi il resto…

Di fronte a millenni di storia dei popoli che ancora anelano a questa parola, “libertà”, ce ne sono altre di parole “…ormai abusate e fuorvianti, piegate a fini non sempre limpidi…” (don Ciotti), che sono soltanto di moda. E le mode passano.

PD  Sant’Agata

martedì 9 maggio 2017

DI GIROLAMO ANCORA A SANT'AGATA PER PARLARE DI MATTEO MESSINA DENARO E DI ANTIMAFIA.



Il giornalista Giacomo di Girolamo sarà presto a Sant'Agata per presentare il suo libro "Matteo Messina Denaro - L'invisibile", in un’edizione tutta nuova, aggiornata, riscritta, con diverso materiale inedito.

Il saggista marsalese così presenta il suo nuovo lavoro:

“Il libro, pubblicato dal Saggiatore, sarà disponibile in tutte le librerie italiane e on line a partire dal prossimo 23 Maggio e la data non è casuale. Sono 25 anni dalla strage di Capaci, entriamo nel cono delle celebrazioni, per ricordare prima Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, i loro agenti di scorta, e poi, a Luglio, per la strage di Via D’Amelio, stessa cosa faremo con Paolo Borsellino e via via tutti gli altri.

Per sfuggire alla retorica delle celebrazioni, delle parate, delle suggestive cornici dentro le quali infilare commemorazioni un tanto al chilo, credo, e lo vado dicendo in giro da un anno, ormai, che l’unica soluzione possibile sia fare bene il proprio mestiere. E dunque per me  significa tornare al mio punto di partenza – che poi è come chiudere un cerchio – e il punto di partenza per me è Matteo Messina Denaro, e la mafia in provincia di Trapani e in Sicilia occidentale, la mia terra.

“L’invisibile” è un reportage, un’inchiesta, una piccola enciclopedia della mafia. Ci sono tutti i nomi, tutti i fatti, tutto quello che bisogna sapere. 

La prima edizione di questo libro è uscita nel 2009, ed è diventata una specie di cult. Introvabile da tempo, ne giravano fotocopie nelle scuole. 

Un giorno un tale mi ha scritto, entusiasta, ne aveva trovato una copia su Ebay, al costo di appena cinquanta euro…

Adesso finalmente quel libro torna. Ed è un libro tutto nuovo. Nelle cose scritte e raccontate, nella cura editoriale del Saggiatore, nei fatti e nei dettagli. 
Io sono molto orgoglioso. Perché è il mio lavoro. Ed è un lavoro fatto bene. A testa alta”  (http://ilvolatore.it/2017/05/08/matteo-messina-denaro-linvisibile-nuova-edizione/).


Di Girolamo era stato ospite dell'Amministrazione Comunale di Sant’Agata nello scorso Novembre, in occasione della presentazione del suo libro "Contro l'Antimafia"; un testo discusso e controverso. Riflessioni tanto amare quanto attuali che si ripropongono periodicamente e con puntualità, non più soltanto nel Mezzogiorno. Nell'attesa di conoscere la data esatta dell'incontro, riproponiamo un significativo passaggio del prologo di "Contro l'Antimafia".

Io non ho mai avuto paura.
Adesso sì.
Senti, mi dicono, perché non fai una nuova edizione di quel tuo libro su Matteo Messina Denaro? Va ancora alla grande, lo leggono i ragazzini, lo adottano nelle scuole. Che coraggio che hai avuto, a scrivere quel libro, tu che ti rivolgi al boss, questa conversazione senza peli sulla lingua. Tanta ferocia messa nero su bianco. E allora perché non lo riprendi, questo bel libro, lo aggiorni, ci aggiungi altre quattro-cinque cose? Già, perché non lo faccio, Matteo? Quante cose so di te che ancora non ho scritto? Io sono quello che ti chiama ogni giorno, per nome, alla radio. C’è il jingle che fa «Dove sei, Matteo?», e poi la mia voce che dà un indizio, a volte un fatto di cronaca, a volte uno scoop, a volte un modo un po’ paraculo di arrivare comunque a te («Oggi comincia la scuola, e allora perché non ricordiamo gli studi di Matteo Messina Denaro…»). La nostra conversazione non si è mai interrotta, Matteo, continua ogni giorno. Solo che non ha più senso parlare di te, della tua stramaledettissima vita criminale.
Qui voglio parlare d’altro.
Della mia paura. E ho bisogno di capire. Ho bisogno di parlarti di quello che succede su un fronte che non è il tuo, in quella che chiamano antimafia. Di cosa è diventata la lotta alla mafia oggi, quali mostri ha generato, quali storture si nascondono sotto l’ombrello della legalità.
Ti scrivo per raccontarti questa mia paura: che la parte che ho sempre creduto giusta alla fine si sia trasformata in qualcos’altro, un luogo di compromessi al ribasso, di piccole e grandi miserie, di accordi nell’ombra per spartirsi soldi e potere. E a volte mi sembra come una piccola mafia.
Ho sempre lottato da una parte.
Sono nato un sabato di maggio del 1992.
Da allora ho sempre lottato da una parte.
E adesso è proprio quella parte che mi fa paura.
Ti scrivo per sapere magari da te, che sei il male, chi sono i buoni, dove sono i buoni. E per capire come mai, in questa fogna del potere che è la mia terra, quelli che dovrebbero essere i buoni, perché tali si proclamano, perché mi hanno insegnato così, perché da qualche parte sta scritto che è così, alla fine, sembrano assomigliarti davvero tanto, Matteo. Che differenza c’è tra la legalità e questa pantomima della legalità che abbiamo messo in scena?
Devo rifare i conti con tutto. Prima di tutto con me stesso.
I dannati siamo noi.
Mi sento come un vampiro. Scappo dalla luce, evito gli specchi.
Ho paura di vedermi, di non riconoscermi più.
E allora questa è una lettera di resa.
Tu hai vinto, Matteo. E non solo per la sfrontatezza della tua latitanza o per il nuovo patto criminale che hai orchestrato, e che oggi coinvolge interi settori della classe dirigente e della borghesia «impegnata» del nostro paese. Hai vinto perché, più o meno inconsapevolmente, hai fatto in modo che nasca un senso di nausea ogni volta che si parla di antimafia, il tarlo del sospetto: dov’è la fottuta? Dove i tradimenti, i rospi da ingoiare, in nome di «supreme ragioni»? Hai vinto per questo, Matteo, perché abbiamo fatto dell’Italia-Sicilia, e della Sicilia, un pantano. Perché in tanti ti hanno venduto l’anima, pur di ottenere un brandello di potere; ma ne conosco molti – più bestie di qualunque bestia – che te l’hanno addirittura regalata. E sempre più spesso non me li trovo di fronte, me li trovo accanto.
Sia maledetta la mafia. Sia maledetta l’antimafia.
Sia maledetto anche io.”

PD Sant’Agata

LA DOVE C'ERA L'ERBA ORA...



Non serve scomodare il Molleggiato per farsi una domanda che riguarda Villa Padre Pio e Villa Bianco.

Ma che fine ha fatto il prato ?

Perché i colori ricordano molto le lande desolate di alcune steppe…

Non bastano i criminali che lasciano di proposito i propri escrementi dentro gli scivoli dei bambini; non bastano i possessori di cani che consentono loro di fare i propri bisogni sul prato.

Ci manca anche che del prato non resti niente.

E pensare che basterebbe aprire l’acqua.

giovedì 4 maggio 2017

PRIMARIE PD. RENZI VINCE ANCHE SUI NEBRODI.



L’ex Premier, nonostante la fortissima concorrenza della mozione Emiliano, vince anche sui Nebrodi e Sant’Agata si conferma roccaforte Renziana con il numero più alto di voti in termini assoluti fra tutti i 67 seggi allestiti in Provincia, capoluogo compreso.

Nella fascia dei Comuni Nebroidei, da Tusa a Patti, Renzi raccoglie infatti il 48% dei voti validi. Lo seguono Emiliano con il 37,91% e Orlando con il 14,09%.

A Sant’Agata in particolare Renzi è stato votato da 568 elettori su 863, facendo segnare un vero record di consensi, pur rimanendo la percentuale in linea con la media regionale.

Messina Città conferma sostanzialmente il dato percentuale del 2013, se pure alla vigilia ci si aspettava una maggiore affluenza alle urne.

Il dato della Provincia nel suo insieme vede Orlando al 18,9 %, Emiliano con un lusinghiero 25,1% e Renzi al 56 %.

 
Per quanto riguarda l’elezione dei 9 membri della Assemblea Nazionale che spettano a PD Messinese, 5 saranno Renziani, 2 per Orlando e 2 per Emiliano. Si tratta dell’on.le Pippo Laccoto, di Mariella Sottile, Felice Calabrò, Maria Fasolo e Alessandro Russo per la lista “Avanti, insieme” collegata al neo-eletto segretario; di Francesco Calanna e Monica Buccini per “Noi con Emiliano”; dell’on.le Filippo Panarello e di Luciana Intelisano per “Unire l’Italia, Unire il Pd” con Andrea Orlando. L’Assemblea è convocata per Domenica 7 Maggio a Roma.

Complessivamente le Primarie 2017 si chiudono segnando uno straordinario successo di partecipazione.

I votanti sono stati infatti 15.551; qualche centinaio in meno del 2013. Un dato insperato e per certi aspetti stupefacente, se si tiene conto che il PD messinese è commissariato da due anni e non dispone di una stabile struttura organizzativa e di un gruppo dirigente.

A questo punto tutti i tesserati e gli attivisti, si aspettano che finalmente possano essere ricostituiti la Segreteria Provinciale ed i Circoli territoriali. Tanto più dopo questa manifestazione di passione autentica che ha consentito alla Provincia di Messina di concorrere ad eleggere i membri della nuova Assemblea Nazionale e soprattutto a  scegliere il nuovo Segretario del Partito.

Di seguito il dettaglio del voto nelle 4 aree della Provincia.


    


Messina Città TOTALE Votanti 2.726
Orlando 760 voti pari al 27,88 %
Emiliano 285 voti pari al 10,45 %
Renzi 1.681 voti pari al 61,67 %    


NEBRODI: Acquedolci, Alcara Li Fusi, Brolo, Capizzi, Capo d’Orlando, Caprileone, Caronia, Castel di Lucio, Cesarò, Ficarra, Frazzanò, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Librizzi, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Motta d’Affermo, Naso, Patti, Pettineo, Piraino, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Piero Patti, San Salvatore di Fitalia, Sant’Agata di Militello, Sant’Angelo di Brolo, Santo Stefano di Camastra, Sinagra, Torrenova, Tusa, Ucria.
RIEPILOGO NEBRODI:
Voti validi 7.741
Orlando: 1.091 voti pari al 14,09 %
Emiliano: 2.935 voti pari al 37,91 %
Renzi: 3.715 voti pari al 48,00 %



MESSINA TIRRENICA: Barcellona P.G. 1, Barcellona P.G. 2, Lipari, Falcone, Furnari, Pace del Mela, Milazzo, Gualtieri Sicaminò, Malvagna, Monforte San Giorgio, San Filippo del Mela, Saponara, Spadafora, Villafranca Tirrena, Terme Vigliatore, Torregrotta, Santa Domenica Vittoria.
RIEPILOGO TIRRENICA
TOTALE Votanti 3.348
Orlando 637 voti pari al 19,03 %
Emiliano 556 voti pari al 16,60 %
Renzi 2.155 voti pari al 64,37 %    


IONICA: Antillo, Francavilla di Sicilia, Giardini Naxos, Gaggi, Letojanni, Nizza di Sicilia, Taormina, Savoca, Santa Teresa Riva, Sant’Alessio Siculo, Scaletta Zanclea 
RIEPILOGO IONICA
TOTALE Votanti 1.633
Orlando 426 voti pari al 26,09 %
Emiliano 106 voti pari al 6,49 %
Renzi 1.101 Voti pari al 67,42 %

  

PD Sant'Agata